Missa 'De Angelis' (Dall'Albero, Claudio)

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Sheet Music

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#211812 - 27.97MB, 40 pp. -  9.6/10 2 4 6 8 10 (5) - !N/!N/!N - 1505x

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Claudiodallalbero (2012/4/28)

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Claudio Dall'Albero

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General Information

Work Title Missa 'De Angelis'
Alternative Title
Composer Dall'Albero, Claudio
Key tritus (modal)
Movements/Sections 5
Year/Date of Composition 2011
Language Latin
Average Duration 30 minutes
Piece Style Modern
Instrumentation 'A cappella' choir (SATB) alternating with Gregorian chant


Misc. Comments

PREFAZIONE
I testi per eccellenza per il rito cristiano, i Salmi, contengono intrinsecamente una struttura binaria, che costituisce una delle basi fondamentali della poesia ebraica (anche quella non propriamente salmodica). Questa venatura dialogica del discorso — che risponde pienamente all’immagine dell’Uomo che, anelante di essere liberato nella Verità [Gio 8,32], cerca Dio e lo interpella continuamente («Il Signore è vicino a quanti lo invocano, a quanti lo cercano con cuore sincero», [Sal 144]) — viene ereditata anche nella prassi liturgico-musicale medievale, attraverso le forme che vedono alternarsi un solista a una compagine di più cantori o due distinte compagini. Pur richiamando anche altre numerose correnti e pratiche religiose (nel senso più ampio del termine), gli schemi di avvicendamento testuale-sonico appartenenti alla tradizione giudaico-cristiana sembrano, perciò, soddisfare il preminente desiderio di ascoltare e di essere ascoltati [Sal 5], di trasmettere e di apprendere, di convocare e di partecipare ai misteri. Strumento con cui i credenti, incapaci di esprimere con parole il loro stupore di fronte al Creato, si uniscono con la lode cantata nell’invocazione, che è al tempo stesso mistagogia, fondazione e vivificazione della loro comunità [At 2,41-42,47].
Per questo motivo, non è possibile fare a meno di considerare il lascito delle forme liturgiche alternatim come ciò che vi è di più importante nell’ambito della storia della musica sacra. Furono proprio esse, del resto, a favorire l’introduzione e lo sviluppo di alcuni generi misti, come quelli costituiti, per esempio, dalle opere per organo italiane del XVII sec. (che proliferarono dopo l’emanazione delle direttive del Cærimoniale Episcoporum di Clemente VIII [1600] e di altri documenti normativi), dal vasto corpus di composizioni francesi dei secc. XVII e XVIII (a loro volta regolamentate dal Cærimoniale parisiense [1662]), nonché dalla diffusa letteratura policorale e polistrumentale. Nondimeno, l’alternanza fra strumenti e voci consentì il fiorire della sonata da chiesa, sorta dall’esigenza di “riempire” alcuni momenti dell’azione liturgica alternatim con brani puramente strumentali. Dato che la liturgia cristiana «non esaurisce la missione della Chiesa […], ma ne è il culmine e la fonte» [Sacrosanctum Concilium, Costituzione conciliare sulla Sacra Liturgia, 4 dicembre 1963, 9.-10.], si comprende bene perché anche la celebrazione dei riti debba nutrirsi di opere musicali che favoriscano il più possibile la «partecipazione attiva dei fedeli» [ivi, 113.-114.], un fine a cui le forme alternatim si prestano con indiscutibile appropriatezza.
Questa di Claudio Dall’Albero — che incoraggia l’assemblea liturgica ad avvicendarsi con una compagine polifonica nella Missa De Angelis — costituisce un eccellente esempio di coerenza liturgica ed estetica. In primo luogo perché la circolazione dei temi della Messa “gregoriana” rende familiare l’ascolto di un tessuto musicale polifonico assai raffinato e complesso, come quello ordito dal compositore; in secondo luogo perché — a motivo della raffinatezza e delle proprietà di cui deve nutrirsi la musica sacra — vi ritroviamo senz’altro tutte quelle caratteristiche che fanno della lode cantata ciò che viene riassunto nel termine gerominiano psallite sapienter [Sal 47,8]: cantate a Dio con una «musica-che-accoglie-il-logos», come a suo tempo aveva sottolineato Benedetto XVI in merito alla ragione teologica dell’arte cristiana [Cantate al Signore un canto nuovo, 1996].
Scritta con tratto convinto ed essenziale, sull’articolata e consumata esperienza di compositore, di profondo conoscitore della polifonia dei secc. XVI e XVII e — non si sottovaluti — di esperto cantore, la Missa De Angelis di Dall’Albero va accolta nel repertorio di tutte quelle compagini vocali che mirino a coltivare costantemente ciò che la migliore tradizione ci ha lasciato in eredità.

Roma, 11 febbraio 2012, festa della BVM di Lourdes

Federico Del Sordo


PREFACE
The Psalms, the texts par excellence of Christian liturgy, are intrinsically binary in form, this being one of the fundamental elements on which Hebrew poetry is structured (including expressions not considered strictly psalmodic). This dialogical complexion of discourse – fully mirroring Man’s craving for the Truth that will set him free [John 8,32], seeking God and calling upon Him repeatedly («The Lord is near to all who call on him, to all who call on him with a sincere heart», [Psalm 144]) – is also passed on to Medieval musical and liturgical practice, through forms involving the alternation of a soloist with a group of several cantors or two distinct groups. While evocative of several other styles and religious practices (in the broadest sense of the word), the textual/sonic patterns of alternation proper to the Jewish-Christian tradition appear to fittingly fulfil the prevailing desire to listen and be listened to [Psalm 5], to convey and to learn, to convene and partake of the mysteries. A means by which believers, unable to express in words their wonder at Creation, come together with chanted praise in invocation, which is at the same time mystagogy, foundation and vivification of their community [Act 2,41-42,47].
Therefore, we cannot but view the legacy of the alternatim liturgical forms as the most notable aspect of the history of sacred music. Indeed, such forms encouraged the introduction and development of some mixed genres, such as the Italian xviith century organ works (which proliferated following the issue of the directives of Clement viii’s Cærimoniale Episcoporum [1600] and other such normative documents), the vast corpus of French compositions of the xvii and xviii centuries (in their turn, governed by the Cærimoniale Parisiense [1662]), as well as the popular polychoral and polyinstrumental literature. Equally, the alternating of instruments and voices led to 2 the flourishing of the Church sonata, arising from the need to “fill up” some moments of the alternatim liturgical action with strictly instrumental pieces.
Since Christian liturgy: «does not exhaust the entire activity of the Church […], representing, instead, the summit and source thereof» [Sacrosanctum Concilium, Constitution on the Sacred Liturgy, 4 December 1963, 9.-10.], one can well understand why the celebration of rites should draw on those musical works which most endorse the «active participation of the faithful» [ibid, 113.-114.], an end for which alternatim forms are distinctly appropriate.
This piece by Claudio Dall’Albero – rousing, as it does, the liturgical assembly to an alternating polyphonic discourse in the Missa De Angelis – is an eminent example of liturgical-aesthetic integration. Firstly, the rotation of the ‘Gregorian’ Mass themes makes the listening to a highly refined and complex polyphonic musical texture warmly familiar, as in this one skilfully woven by the composer; and secondly – owing to the delicate qualities and finesse befitting sacred music – we certainly find herein all such elements which render chanted praise as Jerome intended it psallite sapienter [Psalm 47,8]: sing to God «music receptive of the logos», as Joseph Ratzinger stressed with regard to the theological “ratio” of Christian art [Cantate al Signore un canto nuovo, 1996].
Confidently and finely written with an essential touch by a composer of wide-ranging and consummate experience, connoisseur of xvi and xvii c. polyphony and, moreover, expert cantor — not to be underestimated, of course — the Missa De Angelis by Dall’Albero is to be welcomed in the repertoire of all those vocal ensembles which set out to constantly cherish what the best of traditions has bequeathed to us.

Rome, 11 February 2012, feast of the HVM of Lourdes

Federico Del Sordo
(Translation by Daniela Zuccaro)

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